Messico: introduzione della nuova tassa sui servizi digitali

Vari paesi hanno studiato come tassare l’economia digitale tramite l’introduzione di imposte sui servizi digitali, adottate o prese in considerazione da un certo numero di paesi europei, asiatici e latinoamericani. Inoltre, il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha recentemente dato avvio ad un’indagine relativa ad imposte sui servizi digitali esteri potenzialmente ingiuste o discriminatorie nei confronti delle società tecnologiche statunitensi. Tali leggi in materia fiscale sono spesso abbastanza ampie da coprire tutti i servizi virtuali forniti all’interno di un paese da fornitori stranieri.

Il Messico non fa eccezione a questo riguardo e un nuovo insieme di regole per la riscossione del 16% dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) applicabile ai servizi digitali è entrato in vigore a giugno 2020.

In base alle nuove norme in materia fiscale, i servizi digitali forniti attraverso contenuti o applicazioni digitali tramite Internet o qualsiasi altra rete sostanzialmente automatizzata e che non sono disponibili gratuitamente, sono soggetti a specifiche norme in materia di IVA se l’utente del servizio si trova in Messico.

La legge copre i seguenti servizi digitali:

  • scaricare o accedere a immagini, film, testo, informazioni, video, audio, musica, giochi (compresi i giochi d’azzardo) e altri contenuti multimediali, ambienti multiplayer, suonerie per cellulari, notizie online, informazioni sul traffico, previsioni del tempo e statistiche (esclusi libri in formato elettronico, riviste e giornali);
  • servizi di intermediazione tra venditori terzi di beni o servizi e acquirenti (esclusi i beni di seconda mano);
  • club online e pagine di incontri; e
  • apprendimento a distanza, test o esercizi.

La legge considera che gli utenti di tali servizi si trovino in Messico se:

  • hanno dichiarato al fornitore di servizi che il loro domicilio è in Messico;
  • il pagamento per tali servizi viene effettuato tramite un intermediario messicano;
  • l’indirizzo IP utilizzato dall’utente del servizio si trova in Messico; o
  • l’utente del servizio ha fornito un numero di telefono avente un prefisso del Messico.

Le societá estere non aventi una stabile organizzazione in Messico a fini fiscali e che forniscono servizi digitali in Messico devono:

  • registrarsi come sostituti d’imposta presso le autorità fiscali messicane;
  • offrire il servizio con la corrispondente IVA del 16%;
  • fornire informazioni alle autorità fiscali sui servizi ai quali gli utenti accedono;
  • calcolare e pagare mensilmente l’IVA applicabile riscossa alle autorità fiscali;
  • emettere una fattura conforme a determinati requisiti; e
  • nominare un rappresentante legale con domicilio in Messico.

La legge stabilisce che il rispetto delle suddette regole non determinerà l’individuazione di una stabile organizzazione imponibile in Messico per la società estera.

Nel mese di luglio, il Servizio di Amministrazione Fiscale ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Federale un elenco di società non residenti prive di stabile organizzazione in Messico che forniscono servizi digitali agli utenti messicani e che si sono recentemente registrate come parte del nuovo regime. Queste società digitali hanno attuato le modifiche di cui sopra e hanno iniziato a riscuotere l’IVA dai consumatori messicani.

Non esistono indicazioni o interpretazioni chiare da parte delle autorità fiscali e dei tribunali in merito alle nuove norme fiscali sui servizi digitali del Messico. Tuttavia, si prevede che in futuro, in Messico, verranno discusse e implementate nuove e aggiuntive imposte sull’economia digitale.

Redazione